Gay & Bisex
Un ricordo piacevole
08.09.2025 |
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"Ripensandoci oggi devo dire che a 9 anni eravamo già dei rotti in culo e il cazzo ci piaceva a tutti e due..."
Mi chiamo Silvano ho 68 anni , sposato con figli e nipoti e sono finalmente andato in pensione, quindi ho molto tempo libero per fare quello che desidero,anche se a volte aiuto mia moglie nelle faccende di casa,mi dedico molto a fare lunghe passeggiate ,incontrare conoscenti ed amici e spesso anche navigare in internet. Ultimamente la curiosità mi porta a vedere siti e video porno di ogni genere,leggere racconti erotici ,la cosa oltre che mi incuriosisce, in alcuni racconti mi eccito molto, così mi sono domandato: "perché non racconto qualcosa di mio e del mio passato?", così ho deciso di scrivere quello che viene di seguito.Avevo circa nove anni quando durante le vacanze di Natale, i miei genitori dovettero andare al funerale di mio nonno,padre di mia madre,che abitava in un paese a circa 500km da noi,essendo inverno e il tempo era molto brutto ,non mi portarono con loro essendoci il maltempo, così mi lasciarono in consegna ai nostri amici, vicini di casa , prima di andare via ci salutarono e partirono. I nostri vicini avevano due figli maschi,Andrea di 12 anni e Marco di 6anni che aveva iniziato la prima classe insieme a me. Ero contento di essere rimasto, almeno avevo l'occasione anche di poter giocare con qualcuno, anziché, essendo inverno essere costretto a stare in casa da solo. Passammo la giornata a giocare insieme,il fratello più grande se ne stava in camera per conto suo. La sera dopo cena andammo tutti a dormire,a me trovarono posto nella camera dei due figli nel letto singolo dove solitamente dormiva Marco , loro due invece usarono il letto di Andrea che era più largo. Io essendo fuori casa stentavo a prendere sonno e poi la stanza era anche fredda,cercavo di scaldarmi rannicchiandomi il più possibile,mi muovevo di continuo perché non riuscivo a trovare la posizione . Andrea si accorse di questo continuo girami nel letto e mi chiese cosa avevo,la mia risposta fu - "niente solo un po' freddo e sto cercando di scaldarmi". Mi chiese di unirmi a loro,ma io non volevo andare e gli dissi che saremmo stati troppo stretti così,ma insistette convincendomi che poi saremmo stati più caldi di sicuro. Così mi aggregai al loro letto che effettivamente non era proprio stretto,in fondo eravamo ragazzini e con il fatto che ero infreddolito, Andrea mi disse di mettermi in mezzo a loro due che mi sarei scaldato prima e così feci. Mi scaldai velocemente e provai a dormire ,ma il sonno non arrivava,io ero disteso di fianco dietro Marco e Andrea dietro di me,ad un certo punto sento la mano di Andrea che mi accarezza le natiche,,mi giro ,ma essendo buio non vedo il viso di Andrea che si avvicina e sottovoce mi dice se mi piaceva quello carezza ,io ancora ingenuo le dissi di sì,in fondo erano carezze, così mi rimisi giù e lo lasciai fare,la cosa era gradevole e mi rilassava molto. Continuò ad accarezzarmi il culo ,poi a un certo punto la sua mano prese la mia e se la portò sul suo pisello,non sapevo che fare ,lui mi sussurrò di fare silenzio e che mi avrebbe insegnato qualcosa di nuovo. Stetti al suo gioco ,il suo pisello era duro,come quando succedeva a me qualche volta la mattina appena sveglio,mi fece capire che lo dovevo stringere con la mano , una volta che glielo avevo accolto e stretto,si mise a muovermela su e giù, stranamente non sapevo cosa stavo facendo,ma piaceva anche a me sentire quel pisello , decisamente più grande del mio, nella mia mano,nel frattempo che si muoveva,la sua mano tornò sulle natiche,ma stavolta l'aveva infilata fin sotto le mutande e la mano calda stava a diretto contatto della mia pelle,quel calore mi piaceva e mi accostai di più a lui,allontanandomi dal fratello. Sentivo un dito strusciale in mezzo alle natiche e quando passava e strusciava sul mio buchino mi dava i brividi,non sapevo cosa stava succedendo però mi piaceva,poi Andrea mi chiese di girarmi dalla sua parte, Marco dormiva tranquillo,poi si distese e sempre sussurrandomelo all'orecchio,mi chiese di fare su è giù con la mano ,feci quello che mi chiedeva ,anche di aumentare il ritmo fino a che ,mi disse " dai dai così" ,si irrigidì aumentò il respiro e infine mi tolse la mano bagnata di qualcosa di appiccicoso che non era certo pipì,poi mi ringraziò per quello che avevo fatto e mi raccomandò di non parlarne con nessuno. Tutto quel movimento mi aveva addirittura fatto sudare, Andrea si addormentò,provai anche io a farlo,ma non riuscivo,il pensiero di quello che era successo mi tornava sempre in mente,ma alla fine crollai anche io. Il mattino seguente,era sabato,era freddo e tutti se la presero con comodo e anche se svegli, rimanemmo a letto,Andrea appena sveglio mi fece l'occhiolino e mi fece cenno con il dito sul naso per ricordarmi il silenzio. Marco ancora tutto insonnolito mi chiese se ero stato bene,anche se così stretti, logicamente feci cenno di si,in fondo avevo imparato una cosa nuova anche se non sapevo cosa,a parte il piacere del dito di Andrea che passava in mezzo alle natiche e strusciava il buchino . Fuori era tutto ghiacciato e per il freddo siamo rimasti a letto fino a quasi l'ora di pranzo,Andrea leggeva dei giornaletti e io e Marco giocavamo tra battaglia navale e a carte. La mattinata passò così,poi prima di pranzo,ci siamo alzati , ci siamo lavati e vestiti,ci trovammo a tavola tutti e cinque,i loro genitori mi chiesero se ero stato bene e se avevo dormito; dopo mangiato io e Marco avevamo dei compiti da fare , mentre Andrea che sembrava non ne avesse, tornò in camera,la madre spicciò la cucina e il padre si mise sul divano a vedere la TV. Mentre ci apprestavamo a fare i compiti,la mia mente tornò alla notte prima a ciò che avevo fatto con Andrea e volevo capire qualcosa in più, visto che lui stesso mi aveva detto che mi avrebbe insegnato qualcosa,quindi con la scusa che dovevo prendere un quaderno nella cartella rimasta in camera,mi sfilai da Marco e andai in camera, aperta la porta, Andrea con uno scatto nascose qualcosa e gli chiesi cos'era,ma non mo volle dire, alla richiesta di cosa gli avevo fatto con la mia mano ,mi rispose che quella si chiamava sega e che alla fine ti faceva raggiungere un piacere forte,che se te la fai da solo ti devi concentrare molto,ma se te la fa qualcun'altro è più piacevole. Dovetti tornare da Marco,ma prima di andare gli dissi che quando mi aveva passato il dito lì tra le natiche mi era piaciuto e quando mi toccava il buchino mi dava i brividi,Andrea mi rispose che me lo avrebbe spiegato quella notte. Arrivò il momento di andare a dormire,io mi rimisi nel letto che i loro genitori avevano assegnato a me,ma appena Andrea vide che non andavo a letto con loro,mi invitò a raggiungerli come la notte precedente. Dentro di me non aspettavo altro,in fondo volevo le spiegazioni che lui stesso mi aveva promesso di dare. Mi introfuloi nel letto e mi fecero accomodare in mezzo a loro come la notte passata,Marco mi girò le spalle , io di spalle ad Andrea e ci dammo la buonanotte. Io in silenzio aspettavo che almeno Marco dormisse , così potevo chiedere ad Andrea del perché quei brividi gradevoli che provavo quando mi toccava in mezzo al solco delle mie natiche. Marco crollò dal sonno e io mi girai verso Andrea, alla domanda che gli feci il giorno a sussurrando mi rispose che probabilmente io ero predisposto ad innamorarmi dei maschi anziché delle femmine;non capivo cosa volesse dire e mi spiegò in due parole che probabilmente a me piaceva il pisello dei maschi ,non feci in tempo a capire la cosa che Andrea mi prese la mano e la portò sul suo pisello chiedendomi di fare quella che avevamo la notte precedente,non mi rifiutai perché toccare il suo pisello già duro come un sasso mi piaceva, mentre lo menavo su e giù, sottovoce mi disse che mi avrebbe fatto riavere i brividi che mi avevano dato piacere la notte precedente,la cosa mi attirava e appena allungò la sua mano per intrufolarsi dentro il mio pigiama e le mie mutandine,sentii subito il desiderio di assecondarlo per facilitargli la manovra. Andrea aveva iniziato come la notte prima a insinuare un dito in mezzo alle natiche soffermandosi ogni volta che passava davanti al buchino, io iniziai ad avere dei brividi benefici e la mia mano si fermò a massaggiargli il pisello.Andrea mentre, sempre sussurrando ,mi chiedeva di girarmi mi disse che mi avrebbe fatto provare una cosa nuova, visto che fino a quel momento la cosa mi stava piacendo obbedii ,appena girato mi fece scendere il pantaloni del pigiama e le mutandine,poi iniziò il passaggio con il dito in mezzo alle mie natiche,i brividi tornarono sempre più forti,ad un certo punto tolse il dito per un memento e tornò a toccarmi,ma questa volta direttamente al buchino,il suo dito era bagnato e invece di strofinarlo questa volta puntò direttamente in direzione del buco. Mi girai di scatto e gli chiesi cosa voleva fare,lui mi disse di non preoccuparmi perché la cosa mi sarebbe piaciuta,stetti al suo gioco,mi chiese di rilassarmi e di non fare niente che potesse svegliare Marco. Il dito di Andrea iniziò ad intrufolarsi nel mio buchino,mi dava un po' fastidio ma non avevo nessun dolore,lo sfilò più volte e lo rinfilò ogni volta nuovamente bagnato fino a che non lo infilò tutto,a me questa cosa oltre ai brividi,mi piaceva molto e dopo un po' di infila e sfila,mi disse sempre sussurrando che adesso avrebbe fatto una cosa che mi sarebbe piaciuta molto di più, in quel momento non pensavo di sicuro che da lì a poco ,Andrea mi avrebbe puntato il suo pisello nel buchino e tra una spinta e l'altra il suo pisello entrò nel mio culetto tra dolore e piacere. Per non svegliare Marco non so come riuscii a non gridare, il dolore, mentre lui mi infilava ripetutamente era forte,gli chiesi di uscire da lì,ma lui oramai era infoiato e continuava quello che aveva iniziato,io stringevo i denti e a poco a poco per fortuna il dolore diminuiva lasciando spazio ai brividi e a un piacere mai provato. Quella penetrazione inaspettata mi fece addrizzare anche il mio pisellino,, oramai stavo provando un piacere nuovo,provai a toccarlo ed era durissimo anche il lui,poi arrivò il momento che Andrea emise dei gemiti soffocati spingendo più forte il suo pisello dentro di me. Marco dormiva e non si accorse di niente,io mi toccai il buco che mi bruciava e usciva una cosa densa e appiccicosa come quella della sera precedente, chiesi subito ad Andrea cosa fosse e mi rispose che quando avrei iniziato anch'io a toccarmi nel modo che mi aveva insegnato,le prime volte avrei sentito delle scosse di piacere e che in seguito, più in là, quella cosa sarebbe uscito anche dal mio pisello, appagati ed entrambi soddisfatti finalmente ci addormentammo .Il mattino seguente ci svegliamo,a me dava fastidio il buco appena esplorato la sera prima da Andrea e cercai di precedere gli altri per andare in bagno per fare i bisogni mattutini e controllare cosa era successo al mio buchetto.Arrivato in bagno mi toccai li dietro,era ancora bagnato del liquido di Andrea,ma quando ritirati su la mano vicino che insieme al liquido c'era anche sangue,mi spaclventai alma non sapevo cosa fare o dirlo a qualcuno. Comunque poi mi lavai ,le mutandine erano appiccicose e anche con segni di sangue,non sapevo cosa fare,poi decisi di bagnarle e sciacquarle e che avrei detto che si erano bagnate di pipì. Dopo colazioneero ancora preoccupato e tornai al bagno per vedere se usciva ancora sangue ,ma fortunatamente la cosa non avvenne e mi tranquillizzai. Tornando in cucina incontrai Andrea e facendomi l'occhiolino mi chiese se se mi era piaciuto,feci un cenno affermativo e raggiunsi Marco per giocare un po' ed ammazzare il tempo, visto che fuori continuava a fare freddo. Nel pomeriggio dovevamo fare un po' di compiti che ci avevano assegnato per le vacanze e ci mettemmo e in cucina , mentre la madre andò riposarsi ,il padre in salone a vedere la tv e Andrea sempre in camera a fare i cavoli suoi . Mentre facevamo i compiti,nella mente ripensavo a quello che avevamo fatto la notte ed mi distraevo continuamente,Marco se ne accorse e guardandomi in faccia mi disse che sapeva cosa avevamo fatto io e Andrea,non dormiva e sapeva quello che stavamo facendo,per un attimo mi si gelò il sangue, subito dopo mi confessò che anche lui con il fratello faceva la stessa cosa già da un paio si mesi. Mi rilassati e incredulo gli chiesi se era davvero così,me lo confermò e di seguito mi disse che il fratello lo aveva ricattato perché lo aveva scoperto a spiare i genitori mentre facevano certe cose, così per evitare i loro rimproveri lo costrinse a fare quello che il loro padre faceva alla madre in quei momenti. Io stupito non ci volevo credere, ma sembrava proprio così il fratello già alla sua età era un porcellino con i fiocchi.Chiarita questa cosa con Marco,il quale non era affatto arrabbiato con me, iniziai chiedergli se quello che faceva con il fratello gli piaceva e mi confermò che dopo le prime volte lo ha fatto sempre con piacere. Ripensandoci oggi devo dire che a 9 anni eravamo già dei rotti in culo e il cazzo ci piaceva a tutti e due. Tornando all'epoca: I miei genitori sarebbero stati fuori tutta la settimana per sistemare funerale pratiche ecc ecc. ed io dovetti stare ancora con i nostri vicini,devo ammettere che la cosa mi faceva piacere, già aver scoperto certe cose e certi piaceri mi rendeva felice,poi quando si sono scoperti gli altarini tra Marco e Andrea ci siamo divertiti ancora di più,quella settimana Andrea ci diede che piaceva a noi e che piaceva anche a lui, ogni notte a turno inculava me e Marco,dove trovava tutta quell'energia non si sa!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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